A deep-dive somatic audio collage exploring Carl Jung’s shadow work, trauma bonds, and psychological awakening. This avant-garde piece features rare interview samples of Mary Bancroft reflecting on her intense therapy sessions with Carl Jung, layered over an atmospheric trip-hop violin beat.
— My shadow held, wrapped in tension and suspension.
Mary was a sharp, intelligent, and feisty spirit. I, too, have sat down (not at a typewriter, but all the same) and sent letters telling a man about himself and what a son of a bitch I thought he was. It is exactly the opposite of “poor little me”.
Italian Lyrics:
Ho attraversato anni pieni di silenzio
Fuggendo uomini che mi lasciavano vuota
Le loro parole dolci diventavano inverno
E io restavo sola nella mia notte immota
Poi tu, un lampo proibito nel mio cielo
Una stella lontana che non potrò toccare mai
Parlavi, il mio cuore dimenticava il tempo
Un'intelligenza viva, luminosa, sacra Ridevi piano, e quel suono lento e fresco mi ritornava addosso come un'onda che non si placa
Eppure tu appartieni già a un destino chiuso
E io mi perdo in ciò che non potrà accadere mai
Ora io tremo tra rinuncia e desiderio
Custode fragile del mio stesso dolore
Dico a me stessa che svanirà questo incendio
Ma so che il mio cuore ripete sempre l'errore
Tu resti oltre, irraggiungibile, inviolato
E io ti cerco ancora come se fosse amore
E cado, anche sapendo che non devo cadere
Stringo un sogno che non mi è destinato
Nella tua luce mi sento dissolvere, rinascere come un grido nascosto in un teatro incantato
Oh, mio cuore, che desidera ciò che non potrà mai tenere
Continua a bruciare anche senza sperare
Sei la ferita che scelgo di sentire
Sei l'amore che non posso dire
